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"CUDDRURIADDRU ara frissura..."

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'U cuddruriaddru, quann'u mangi, ti ricrija ti ijnchia 'a panza,
ma pu', quannu va' sup'a vilanza,
t'accuargi ch'è passata l'allegria

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Inconciliabile

Scritto da Robert Strange, il 18 04 2009 alle 12 : 47

Pagina vista : 254    

Favoriti : 5

 

La mia capacità d'amare finisce
dove inizia la tua indifferenza.
Il tuo bisogno d'amore inizia
dove finisce la mia pazienza.

Robert Strange   
17 Aprile 2009     

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...e intanto il mondo rotola…

Scritto da Robert Strange, il 21 03 2009 alle 00 : 07

Pagina vista : 466    

Favoriti : 5


.. e intanto il mondo rotola...
 
   
Aspettative tradite
rimbalzano tra una tempia e l’altra
in un ping-pong amplificato
di “se”, “ma” e “però”
che lasciano un tempo sterile
di entusiasmi da cavalcare.
Un dire semplice e persuasivo
mi sento di trasmettere
ad orecchie più sorde ed insensibili
di chi non vuole intendere
e mi è palese l’inutilità
che giunge triste ad arrendevolezza
consapevole del fallimento
di chi elemosina un tempo
già vissuto in triste solitaria attesa.

 tarta

 
Lascio un tessere intricato
a riempire spazi freddi di mestizia
che gelano in minuscoli cristalli
pulviscolo di pensiero a sprazzi,
vortice d’ingannevole evasione
lascia pigra-mente indolente
al suo fantasticare d’incredulità.
E vai, vai per la tua strada
di piedi trascinati a rilento
verso quel nulla che ti appartiene
e si palesa ogni volta
che provi a guardarti dentro….
 

 Robert Strange  
20 Marzo 2009


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A tuo uso e consumo

Scritto da Robert Strange, il 08 03 2009 alle 03 : 08

Pagina vista : 317    

Favoriti : 11


  A TUO USO E CONSUMO

 

 

 

Se abbandoni il tempo degli affanni
all’arrendevole ignavia d’operosità
avrai momenti incasellati a caso
in un mosaico ch’è tutto da rifare.
Resta il senso d’incapacità evidente
d’un costruire senza edificare
che presta il fianco al tempo
e lascia spazi ancora da colmare.
E quando gli anni chiederanno il conto
avrai rimpianti da collezionare
per tutte le occasioni disattese
che avrai saputo consegnare
al tuo sentire disilluso,
a quel vedere fosco ed arduo
di chi non dà coraggio a un fare
che porti lieve vita al proseguire.

 Robert Strange
08 Marzo 2009

 

 

...puoi sederti ed attendere... per quanto altro tempo....?

 


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Ritorno al 12 Feb 2005

Scritto da Robert Strange, il 13 06 2009 alle 18 : 25

Pagina vista : 162    

Favoriti : 7


Ritorno al 12 Feb 2005

 

 

 

Ormai non soffro più.
M'adeguo alla sofferenza
e ne traggo vantaggio.
Almeno un po', e poco per volta.
É adattamento in itinere
che si evolve a margine d'orgoglio
e sposta i contorni del contenente
per ampliarne il contenuto.
Che è rassegnazione.
Gestisci tu la baracca,
tieni pure le redini del gioco...
Io sposto più in là il confine;
e so bene che al limitare del pensare
c'è l'indifferenza.
Giusto fine che diventa mezzo
atto alla totale dimenticanza
ch'è nuovo punto di slancio al fare.

Terazze S. Maria di Leuca

E attendo: nuove mani da tenere.
E osservo: il giusto evolversi del caso.
Tu non ci sarai più
e, forse, non ci sarai mai stata
come briciolo d'idea implosa
in una mente stanca e disillusa
che parla al cuore in sincope
per dirgli ancora d'aspettare.
Ancora e che cosa, poi,
dovrà venire...

13 Giugno 2009

 


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Un pianoforte sulle spalle

Scritto da Robert Strange, il 29 06 2009 alle 15 : 59

Pagina vista : 225    

Favoriti : 4


 Un pianoforte sulle spalle

Se guardi oltre non puoi non vedermi.
E se allarghi le braccia puoi provare
ad alzarti e volare oltre il sogno.
Svesti il timore dalle ansie
fanne motivo di spinta
sempre un passo più in là,
perché la vita ti sorrida
così come hai saputo fare
giù in fondo a quelle scale.
Un lungo treno verso l’ignoto
mi ha portato fino a te
e lì sono restato
o forse – e tu lo sai -
non me ne sono mai andato.
Ancora prima di tutto.
Prima che un dispetto del destino
m’avesse spinto a ricercarti
in questo strano mondo
che è realtà virtuale.
Divenuto concreto vivere
in troppo poche occasioni
iniziate in quel pagliaio
dove so di essere stato.
Se speri nel bello
non puoi non volere,
non desiderare e credere.
Ho teso la mano più volte,
ho chiesto fiducia e coraggio,
ho sperato nell’onirico sentire
ho creduto in un bene concreto,
consapevole e maturo.
Mi sono illuso nell’attesa, lunga,
di un dire sincero e appassionato…
Non avrò mai il peso, pure lieve,
di quelle mille note sulle spalle:
il mio pianoforte resta dov’è…


Robert Strange
29 Giugno 2009

 


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Poco clAMORE pEr THANATOS

Scritto da Robert Strange, il 07 07 2009 alle 23 : 57

Pagina vista : 192    

Favoriti : 3

Poco clAMORE pEr THANATOS

L’amore non esiste.
È una mera operazione commerciale.
Un imbroglio per cuori solitari
che anelano calore e un po’ d’affetto.
L’amore è una burla del destino
che mira, divertendosi, al dileggio
del sentimento e della sorte umana.
È una bolla di sapone nel vento,
un granello di sabbia sulla spiaggia:
vaga senza meta, in un caso,
si confonde tra tutti, nell’altro.
L’amore è un’invenzione brevettata
da giullari, poeti e cantastorie,
romanzieri senza porto d’armi
che mirano, precisi, al petto
di chi si espone al loro dire.
È soltanto una stupida scommessa
d’un incallito e miserrimo baro
che rilancia sul piatto all’infinito
sapendo già d’essere perdente.
L’amore è voce melodiosa e mite
finzione d’illusione mascherata
da sogno splendente d’avvenire
che crede dimora una capanna.

 Eros e Thanatos

No, signori. Lo ripeto:
l’amore non esiste.
È rincorrere uno stato surreale
di benessere e soddisfazione,
inebetita percezione del vero
che fa della dignità umana
un orpello grottesco e sterile
da esporre al pubblico ludibrio.
L’amore è il greve dazio
da pagare, lauto, al Caso
ché, bontà sua, clemente
concede soavità e passione;
diversamente, invece,
lascia pene, sospiri e veglie
a chi per-Tiche ha sfidato
l’Oceano dell’infinito bene
così che Nemesi ha colpito.
E affranto resta il cuore bastonato
nell’illusorio e mesto transitare
per tetri varchi, angusti e solitari
che nulla via dischiude al limitare.
E ve lo posso ancora confermare:
L’amore non esiste!
Il mio nome, dite?
È Morte…
Ma potrei stupirvi, un giorno,
se mi vedeste Eros corteggiare.

Robert Strange
07 Luglio 2009

 

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Làtero

Scritto da Robert Strange, il 15 10 2009 alle 21 : 51

Pagina vista : 140    

Favoriti : 4


Làtero
È il tempo degli inganni.
Consapevole finzione
ad uso del comune sentire
che fa dell’arrivo
non più pacato desiderio
e proba conquista,
ma bottino di guerra.
Viltà e latrocinio.
Sopraffazione.
E riflettere, in sì scenario,
è perdita di tempo;
esercizio inutile, quindi.
Di più se fosse abitudine
che conduce a un fare onesto.
L’istintivo agire in eccesso,
avverso ai più miti consigli,
lascia spazio all’arroganza
di chi sa di non sapere
mentre peri-patetico
si mostra saccente.
È tempo d’autunno
che già è un inverno freddo
Non è più il caso, ormai,
di passeggiare….
 
 Robert Strange
15 Ottobre 2009


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Riflettendo

Scritto da Robert Strange, il 06 11 2009 alle 02 : 00

Pagina vista : 160    

Favoriti : 8


 Riflettendo

Non ho voglia di pescare nel torbido
d’una esistenza in bilico,
a metà fra l’essere e l’apparire,
che abbia come unico scopo
un’inutile sopravvivenza.
Briciole di pane a becchi adunchi
non bastano a sfamare il giusto
d’un continuo richiedere attenzione
che resta sempre e solo un pretendere.
Sogno un mondo mai sognato,
scenario d’un esistere invitante
a lieve scorrere di tempo,
processione di istanti
che diano contezza del fare,
conscio di un’attesa che è speranza.
Ho noia dei teatrini di convenienza
che maldestre marionette
dagli abiti sdruciti, rattoppati
e macchiati da finti compromessi,
rappresentano nei palazzi del potere.
Sento il bisogno di chiarezza
nel dare e avere che è la vita
che sia sangue nella polvere
o dolce miele fruttato
quando il tempo lascia il segno
sbiadendo i contorni alla felicità.
E non è troppo lontano
 un cuore appassionato
che ha palpiti d’un battere di tasti
in lenta successione ritmica
per dare lascito a parole scritte
da sentimento in levare di note.
…ma se non è amore corrisposto
lascia un grosso debito d’affetto
che è difficile saldare.

 
 Robert Strange
06 Novembre 2009


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Non voltarti

Scritto da Robert Strange, il 24 05 2009 alle 11 : 28

Pagina vista : 295    

Favoriti : 6


Non voltarti

 

 

Hai avuto tempi migliori...
Lo riconosco.
Ed a guardare in basso
si hanno le vertigini
che poi sono le stesse
di quando accetti il rischio
ma poi stringi la mano
ai compromessi
che ti accomodano la vita.
O così sembra…
Se ti rialzi in tempo
continui sulla strada
percorsa a mezzeria
ché un metro più a lato
sarebbe borderline
se un po’ di vento in faccia
ti sembrerà un tifone.
E quel vinile già rigato
da ascolti in successione,
ti porta il vuoto dei tuoi anni
in forma di ricordi
che basta il nodo in gola
a volgere in rim-pianto.
E il dorso della mano
più non asciuga
le gocce di tristezza
d’un mare di sconfitte
in cui hai nuotato
a stento,
contro corrente,
con in bocca il sale amaro
d’ogni naufragio.
Per questo ti ripeto:
non voltarti!
Ché il tempo che diviene
è il solo, adesso,
a darti l’occasione
del riscatto.

Robert Strange
23 Maggio 2009

 


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Renaissance

Scritto da Robert Strange, il 25 04 2009 alle 00 : 10

Pagina vista : 314    

Favoriti : 7


 
Chiesi lumi a un fuoco fatuo
ché spiegasse l’occorrenza
d’una simile evenienza
che ha lasciato un tempo vacuo.
Fu partita persa, in primis
in secundis, poi, è superfluo
che vi dica cosa ho perso
se il destino m’ha gabbato.
Resta il fatto assai evidente
d’una triste condizione
che mi vede già perdente
oltre ogni comprensione.
Penso bene di cambiare,
volto calte alla rinfusa
per tentare di capire
se il destino m’appartiene.
Quattro calcoli su un foglio
a tracciare rotte amiche
per cercare ciò che voglio
da pulsioni e smanie antiche.

Fuoco Caminetto casa in Sila

Svendo l’ora delle attese
a chi ha la convinzione
che tal Cronos è alleato
quando scrive del futuro.
Lascio briglie sciolte al fato
per condurre il giusto fare
verso ciò che ho mancato
e dovrò riprogettare.
Rendo, dunque, il mio fardello
di giornate da svecchiare
a Lachesi filatrice
ché le torni rinnovate.
Me ne resto, nell’attesa,
al mio lento progredire
d’una situazione appesa
fino a che dovrà finire…

Robert Strange
19 Aprile 2009


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Domani lastrico il giardino

Scritto da Robert Strange, il 28 11 2009 alle 00 : 00

Pagina vista : 300    

Favoriti : 3

 

Domani lastrico il giardino

 




In certi momenti la vita può sembrare un gioco. Ed a volte lo è per davvero.
Altre volte è più simile al sogno, più o meno bello, magari, o assolutamente brutto, ma comunque un sogno dal quale - se ne è coscienti - prima o poi ci si sveglia. Negli altri casi è dura realtà che non necessariamente deve essere negativa (il motto “sbagliando s’impara”, potrebbe essere un esempio) ma, almeno nel mio caso, è particolarmente difficile da affrontare soprattutto per certi suoi aspetti.
È ovvio che ognuno di noi abbia occhio per il “proprio orticello” e che se l’alzasse quell’occhio - o magari tutti e due - verso terreni confinanti, vedrebbe il “più brutto” che c’è ed appartiene alla realtà degli altri. Ma sarebbe un mal comune che a me non darebbe nemmeno mezzo gaudio. O, magari, si accorgerebbe che l’erba è più verde, come insegna un altro celebre adagio. Sempre che il vicino non se la sia fumata, quell’erba… Ma questo è un altro discorso.
Certo, dicevo, quell’uomo che alzasse lo sguardo su ciò che lo circonda vedrebbe anche qualcosa di bello ma, siamo onesti, in che percentuale?
Non voglio discutere, però, su chi sia stato più o meno fortunato e, quindi, veda il proprio giardino più rigoglioso di tanti altri. È sul mio piccolo coltivare aspirazioni da innaffiare con l’aspettativa e da curare con il concime della speranza che vorrei soffermare il mio pensiero, proprio adesso che devo impormi una dignitosa uscita di scena.
Ecco… Evidentemente il giardinaggio non è il mio forte. O può darsi che quel concime in cui ho riposto la mia fiducia avesse scarsa capacità di concimare e poco adatto, quindi, a dare linfa vitale ai miei desideri. Ed anche quei piccoli ramoscelli di sostegno in forma di cento attenzioni premurose che, man mano che il tempo passava, andavo posando per dare il giusto appoggio, hanno finito più per nuocere che per sostenere il tenero stelo che sorreggeva le corolle dai petali rosa. E non a caso era tale il colore, perché con esso avrei voluto colorare i miei giorni futuri.
Ed ora, raccolti i fiori rinsecchiti e riposti fra le mille pagine ingiallite del libro che mi accompagna da sempre, non mi resta che trovare una via di fuga, a testa alta e con passo spedito o, magari, a passo di danza… in sottofondo, il valzer dei fiori…
Motivo di conforto, è non aver avuto l'aspirazione di allevare cigni…



28 Novembre 2009                                                                               Robert Strange

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Il drenaggio

Scritto da 'u Cravunaru, il 20 06 2010 alle 00 : 00

Pagina vista : 159    

Favoriti : 3

 

'A rubrica d'u Cravunaru

IL DRENAGGIO

 






In questi ultimi anni il capitale finanziario con le sue scorribande e la globalizzazione, stanno provocando una metamorfosi sociale ed economica  di notevole portata. L’emigrazione di giovani meridionali qualificati e non che emigrano al Nord o all’estero al pari di quelli che dal nord  emigrano anche essi all’estero, il cui  numero recentemente  e triplicato, è enfatico definirla esodo?
Oltre alla emigrazione c’è una depatrimonializzazione dei ceti sociali più esposti, il problema non è solo quello di non arrivare alla terza o quarta settimana del mese; ma chi perde il lavoro, a parte il limbo della cassa integrazione o di altri sussidi, subisce  pignoramenti, viene spogliato dei beni e non ultimo della casa. Vari governi sono corsi a soccorso delle banche, ma perché non si corre in soccorso di chi perde lavoro e casa? Da anni in Italia non c’è una politica della casa, sarebbe il momento di promuoverla,  andando in soccorso di quelli che hanno perso lavoro e casa, lo Stato potrebbe accollarsi il mutui residui, congelarli per poi, in tempi migliori, dare la possibilità ai proprietari di riscattarli. I problemi che attanagliano ampi strati sociali sono questi, polarizzare l’attenzione dei mezzi di informazione sul diritto o meno di intercettare le varie cricche o mafie induce a riflessioni tristi.



20 Giugno 2010                                                                               'u Cravunaru

Per contattare il responsabile della rubrica indirrizzate le vostre mail a: cravunaru@cuddruriaddri.it

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RICETTA DEI CUDDRURIADDRI

 

INGREDIENTI:


1 kg farina;
1/2 kg patate;
2 lieviti di birra;
1 cucchiaio di olio d'oliva;
acqua e sale quanto basta;

(per 4 persone?)

 

PREPARAZIONE:

Lessare le patate, sbucciarle e, quindi, schiacciarle con l'apposito schiaccia patata.
Impastarle con la farina e l'acqua, nella quale si sono preventivamente sciolti il sale ed il lievito; aggiungere anche l'olio.
Lasciare lievitare per un'ora e mezza o due, a seconda della temperatura dell'ambiente.
Formare, quindi, le classiche ciambelle con il buco (vedi foto in basso) e mettere a friggere in olio caldo.
Quindi servire.... bollenti!!

 

Buon appetito!




 

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