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"CUDDRURIADDRU ara frissura..."
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'U cuddruriaddru, quann'u mangi, ti ricrija ti ijnchia 'a panza, ma pu', quannu va' sup'a vilanza, t'accuargi ch'è passata l'allegria
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| Scritto da Robert Strange,
il 05/02/2012 alle 00.00 
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Favoriti : 1 |
Il fatalismo teocratico redentore affascina improvvisati farisei dal piglio eucaristico – comunicativo consapevoli, nel loro dogmatismo, dell’eterea (in)consistenza dell’Anima. Che, in quanto tale, se priva di colpe, ascenderebbe al più alto dei cieli sospinta da buoni propositi tramutati, per carità umana, in altruistiche azioni d’ausilio. È nobile intento scevro da pregiudizi di sorreggere chi, per sua sfortuna, alterna dolori e affanni nel claudicante incedere dei giorni. Non mi meraviglierei a scoprirla, – Quel giorno – fuorviante attività di Propaganda…
Robert Strange 05 Febbraio 2012

Pavimento di siena, marcia del popolo ebraico verso la terra promessa e sacrificio di isacco
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| Scritto da Maria Antona Modolo,
il 04/02/2012 alle 00.00 
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Pagina vista : 9 |
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LA SALUTE UMANA
EDITORIALI
Tempi di vita
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[ Editoriale pubblicato dalla professoressa Maria Antonia Modolo sulla rivista "Educazione Sanitaria e promozione della Salute" ]
Gli ultimi cinquant’anni hanno segnato, nelle condizioni economiche e sanitarie del nostro Paese, una vera rivoluzione dovuta in gran parte anche all’enorme sviluppo delle conoscenze sulla salute, sulla fisiologia umana del corpo e della mente e sulle patologie. Sono stati abbattuti tassi di mortalità infantile e per numerose cause infettive, inimmaginabili, fino a pochi decenni fa, portando in avanti la speranza di vita. Si è posto, così, il problema di come assicurare un buon equilibrio di salute lungo tutto l’arco della vita, valorizzando gli anni conquistati, e ampliando le azioni di promozione della salute, onde garantire una piena autosufficienza, fino alla morte naturale. Obbiettivo: migliorare la qualità della vita degli anziani e interrompere allo stesso tempo una spirale di decadimento, verso la disabilità, che potrebbe essere drammaticamente rapido, negativo per i singoli soggetti, per le famiglie, per l’inera società. Non solo dal punto di vista dei costi, ma anche di perdita di conoscenze, di legami con la storia e le realtà che hanno portato al progresso… Dobbiamo sottolineare che si sta parlando di almeno un quarto della nostra popolazione, una persona su quattro. In un contesto che fino ad ora non ha considerato in profondità questo evento. Un evento positivo, che tuttavia richiede riflessioni di fondo, anche dei modi con cui abbiamo negli ultimi decenni organizzato le nostre vite. [ Continua ]
04 Febbraio 2011 Maria Antonia Modolo
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| Alla ricerca della dieta perfetta |
| Scritto da dott.sa Magarò Carmelina,
il 10/01/2012 alle 00.00
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Pagina vista : 82  |
Favoriti : 5 |
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Una palestra per la mente
Alla ricerca della dieta perfetta
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Ed eccoci qua! Arrivati oramai al termine delle feste natalizie; il fatidico giorno dell’Epifania ha chiuso il portone: le ultime ventiquattro ore durante le quali lasciarsi andare a scorpacciate di ogni genere è concesso. Ma senza rendercene conto abbiamo trascorso così circa venti giorni in cui il nostro inconscio diceva: “Vabbè! Oggi è Natale, non ci si può controllare!…dal sette gennaio inizio la dieta!” E così, tra vigilie, pranzi e cenoni di capodanno, non ci siamo fatti mancare sicuramente l’ultimo grande momento di benessere culinario seduti intorno ad un’enorme tavola imbandita con ogni ben di Dio, e per sentirci meno in colpa per l’esagerato quantitativo di cibo ingerito ci creiamo l’alibi perfetto….”non ci si può mettere a dieta durante le feste natalizie”. Ma poi arrivati al sette gennaio, siamo davvero pronti a rimettere a stecchetto il nostro corpo? Siamo certi di voler riacquistare una forma fisica e psichica che ci faccia sentire bene? Per chi ha mangiato tranquillamente durante le feste, e con questo intendo dire chi non ha disdegnato il bis delle lasagne (cosa che non avrebbe mai pensato di fare durante l’intero anno), sicuramente avrà notato qualche piccola variazione mettendosi sulla bilancia. Molti, invece, non avranno notato alcuna differenza nel proprio peso, ma percepiscono comunque una sensazione di pesantezza. Questo accade, probabilmente, perché concedendoci qualche bicchiere di vino in più, un po’ di prosecco e molto altro, abbiamo accantonato l’unico liquido in grado di idratarci veramente, l’acqua. Ma veniamo a noi! È oramai risaputo che il benessere psicologico passa attraverso le nostre abitudini alimentari, gli alimenti che ingeriamo, la loro qualità e quantità. È ovvio che dopo un così lungo periodo di trasgressioni, ci sentiamo quasi in dovere di restituire al nostro corpo un ritmo perlopiù regolare. Ma non è così semplice farlo! Non è facile, psicologicamente, entrare nell’ottica di una dieta. Solo pronunciando questo termine, si innesca inconsciamente un meccanismo di difesa, la nostra mente rifiuta l’idea di una dieta perché non è in grado di comprendere il motivo per cui se fino al giorno precedente ha ricevuto ogni alimento adesso non è più possibile. Aumenta, allora, la richiesta di alcune sostanze come gli zuccheri, i carboidrati o peggio i lipidi, cioè i grassi (di cui sono ricchi burro, olio e grassi animali). Questo processo è direttamente proporzionale alla diminuzione della motivazione a recuperare un regime alimentare corretto ed equilibrato. Ed è ovvio che diminuendo la motivazione aumenta sempre di più l’idea di mangiare qualsiasi cosa; quasi come un bombardamento psicologico, più imprimiamo nella nostra testa il buon proposito del dimagrimento più l’obiettivo sembra allontanarsi e sbiadirsi. Probabilmente non è la prima volta che iniziamo una dieta, ma spesso non siamo riusciti a raggiungere la meta. Non è solo una questione di impegno e di buona volontà. Allora cosa può aiutarci questa volta? Vorrei proporvi un semplice metodo, una piccola magia, e se provate a crederci, a credere in voi stessi, probabilmente taglierete il traguardo. Se pensate che sia sempre una questione di impegno e pianificazione, non è così! Qualcuno disse: “quando una pianta è nel terreno ideale, cresce spontaneamente, se non lo fa vuol dire che non è nel posto giusto.” Lo stesso vale per il nostro corpo. Lo abbiamo preparato a sufficienza? Gli abbiamo parlato delle nostre intenzioni? È d’accordo con noi, o meglio lo abbiamo ascoltato attentamente? È indubbio che dobbiamo cercare un piccolo compromesso per convincerlo che rimettersi un po’ in linea è la cosa giusta. Molti non ci pensano, ma è di fondamentale importanza ascoltare il nostro corpo, comprenderne le esigenze e non proporgli obiettivi troppo audaci. A proposito di questo, il primo grande errore che si commette è senz’altro quello di fissare un peso ideale ancora prima di iniziare, immaginare un ideale di magrezza astratto, frutto di modelli sociali e culturali. Ecco che qualsiasi dieta o attività fisica risulta fallimentare. Non dobbiamo dimenticare che il nostro corpo mira naturalmente alla salute fisica, e cercherà in tutti i modi di difendersi dai nostri maldestri tentativi di forzare i suoi equilibri. Qual è allora la soluzione? Iniziamo con un’alimentazione sana ed equilibrata. Proponiamogli un passaggio un po’ più morbido, e lui sicuramente ci darà ascolto. Se poi decidiamo di iniziare una dieta vera e propria, e dopo aver perso un certo numero di chili notiamo che la bilancia non si decide più a scendere, siamo proprio certi di non aver già raggiunto il nostro peso ideale? Questo sarà sicuramente diverso dal peso mentale, ma dando ascolto al nostro corpo, senza troppi sacrifici riusciremo a sentirci in breve tempo in forma e meno pesanti. Un’altro grande errore è quello di fissare delle privazioni assolute; se noi ogni tanto concediamo una piccola trasgressione al corpo ma soprattutto alla mente, le tentazioni diminuiranno di volta in volta e saranno sempre più controllabili. A questo punto non resta altro da dire che prendiamoci per mano, il corpo sarà il nostro navigatore, il compagno di viaggio perfetto! In bocca la lupo!
10 Gennaio 2012 dott.ssa Carmelina Magarò
Per contattare il responsabile della rubrica indirrizzate le vostre mail a: magarocarmelina@cuddruriaddri.it
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| Scritto da Robert Strange,
il 08/04/2008 alle 00.22
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Pagina vista : 862  |
Favoriti : 47 |
Ho visto i miei ricordi posati su un piatto d’argento. Il color ambra d’un campo di grano che il vento invita a danzare. Perché non mi parli? Lo sguardo nel nulla incantato lambisce le stelle, accarezza un desiderio d’avere impaziente. Siamo pietra e stagno o, forse, l’arco e la freccia nel contorto disegno che il destino ha tracciato? Vivo l’istante appena trascorso nel mio anelare al futuro e il tuo sapore antico mi porta frutti gustosi da cogliere senza assaggiare. Resto in un limbo di piacere ad intrecciare parole in collane di foggia diversa che adornino il collo ed il petto di soave madonna ch’è tale al mio triste vedermi lontano e miserrimo pescatore di vane speranze. E allora ti incontro. Qui. A margine del sentire empatico che vuole un vedere diverso dal tuo lontano apparire, effigie retorica idolatrata, iconoclasta presenza saltuaria nel mio strampalato divenire. E allora, sei quella che vorrei.
05 Aprile 2008
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| Scritto da Robert Strange,
il 08/03/2011 alle 00.50
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Pagina vista : 692  |
Favoriti : 46 |
…vorrei soltanto soffermare il mio pensiero sulla necessità di una prolungata introspezione che non sia soltanto un mero esercizio cognitivo dell’essere in quanto tale ma, semmai, un tentativo di equilibrio tra l’affermazione dell’Io e il me stesso esteriore che vorrebbe rappresentarlo. Un apparire che diventa concretezza di un’idea d’esistenza che sorvola il limite contingente del di-mostrarsi e si palesa, parto di mente razionale, per trovare nell’emozione e nel sentimento il giusto contraltare che ne ratifichi l’affermazione. Nel contrasto di forze diseguali e misteriose che governano il sentire e l’agire umano, cercare il limite del mio bisogno di appagamento che non è detto debba ambire al necessario che è indispensabile ma, più probabilmente, può mirare ad un superfluo che sfumi i contorni ispessiti del vivere quotidiano per lasciare melliflue speranze ad un divenire, che in itinere, maggiormente tenti di avvicinarsi al concetto astratto del saper vivere. Potrei soltanto tentare di giustificare gli innumerevoli tentativi di giustapposizione tra le diverse maniere di rappresentarmi ad ogni circostanza e il rendermi scarna presenza disincantata di un indifferente ignavo che altro non trova se non quello che non ha cercato. Mediare tra le diverse forme di convenienza che spesso lasciano troppo tempo ad un nulla stratificato è stato inutile prova di sopravvivenza quando, invece, sarebbe bastato più semplicemente dare concretezza alle mille pieghe della mente che dispiegandosi avrebbero slegato i vincoli del supporre per lasciare agio al più conveniente credere. Basterà chiedere udienza e consiglio alla mia coscienza perché non accada, un giorno, di ritrovarmi a specchiare nell’ombrato mostrarsi dell’altrui indifferenza.
Robert Strange
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| Scritto da Robert Strange,
il 03/05/2010 alle 22.57
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Pagina vista : 476  |
Favoriti : 47 |
Le vite passano, una dietro l’altra… Io stesso potrei dire d’aver vissuto più volte. È come trapassare da un istante ad un altro e in mezzo, un anno o un decennio o una vita intera. Puoi trovarti, diverso, in un attimo che è l’inizio o, magari, la fine… che, poi, è la stessa cosa quando inizio e fine coincidono con la stessa meta. È andare indietro in un tempo che procede inesorabile e inflessibile, a scandire il cammino. Il futuro porterà dei ricordi di speranza che avranno lasciato esperienze ineluttabili da rivendere agli anni che inseguiranno il destino per ritornare, prima o poi, a ciò che sarà stato. Prenderemo il buono che regalerà ogni momento assaporandone la conquista che, poi, è il premio. Avremo il passo deciso di chi è consapevole, di chi ha compreso il senso dell’infinito ciclico. Sarà diventare memoria e attesa. Puoi chiamare, questa, morte?
03 Maggio 2010 |
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| Scritto da Robert Strange,
il 16/12/2010 alle 19.15
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Pagina vista : 1002  |
Favoriti : 49 |
Come il fruscio leggero a foglie di betulla. Sei il canto e il controcanto, dannazione e appagamento. Sai di sale e miele, hai impeto e quietudine. Sei il tuono che urla nel seguire il lampo, l'onda sinuosa che si appresta alla battigia.
Mi manchi.
Come flebile vento ad ali di farfalla. Sei prima voce e coro, verità e mistero. Sai di salsedine e mughetto, hai orgoglio e comprensione. Sei il comodo giaciglio a membra stanche, il muschio che s'avvinghia alla corteccia. Sei ciò che manca a un cuore illuso che non ha più voglia di cercare...
Robert Strange 16 Dicembre 2010
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| Scritto da Robert Strange,
il 14/12/2010 alle 17.15
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Pagina vista : 850  |
Favoriti : 49 |
Rifugiarsi nell'introspezione più cupa per spingersi fino ai bordi dell'anima dove, un passo più in là, inizia il buio. Il volo cieco d'una coscienza adunca in libera e rovinosa caduta attorcigliata sull'ego vilipeso che ha barato e più volte, invano, sedendo al tavolo dei vincitori. Restano appigli al limite d'orgoglio che in un rigurgito di rabbia danno speranza ad un agire risoluto che più pressante, ora, chiede spazio a un'indolenza ormai stratificata che poco sa concedere alla fermezza. Perciò, lascio briglie sciolte al caso per districare un groviglio d'emozioni che la mente non sa più governare. Nel mentre, rammento gli strappi al cuore a serrarne i lembi slabbrati ed esangui così da ridare forma e proporzione a simile pezza rattoppata e lisa per il troppo sfregare di rimpianti. In attesa d'un ricambio...
Robert Strange 14 Dicembre 2010 |
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| Scritto da Robert Strange,
il 23/10/2010 alle 00.00
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Pagina vista : 1057  |
Favoriti : 44 |
Una muta lacrima di pianto asperge un foglio bianco così che il rivolo insegue un tempo che assorbe l’emozione di un inaspettato tremore e lo racchiude e lo conserva nella successiva lacrima che riga il volto in itinere e lenta, inesorabilmente lenta, giunge alle labbra… E la meraviglia ti sorprende nel non trovarla amara…
Robert Strange 23 Ottobre 2010 |
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| Scritto da Robert Strange,
il 27/09/2010 alle 21.55
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Pagina vista : 1168  |
Favoriti : 46 |
Non ho il tempo per seguire afflati estemporanei che mi portino a disquisire opportunamente di metafisica o tesi avveniristiche e audaci sulla modalità di renderti meno doloroso il fio per la tua totale abiura della comprensione. Tu che vedi ovunque congiura e tradimento, che filtri tutto con la tua coscienza impolverata, lasci adombrati i contorni irregolari del vero dando appello, così, al verosimile che si palesa sotto forma di possibile scenario da esplorare. È un bagaglio spoglio il tuo portarti dietro convinzioni preconcette figlie del bigottismo che annacquano concretezza a un fare per diventare mero pressappochismo fino al limitare dell’inganno che ha ragione. Lascio adito al monotono incedere dei giorni che s’ingarbugliano intorno ad un nulla per occupare interstizi mentali ridondanti, ultimi baluardi d’un sapere vacillante che, poi, arrendevole abdicherà all’oblio.
Robert Strange 05 Marzo 2010 |
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| Scritto da Robert Strange,
il 17/09/2010 alle 21.55
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Pagina vista : 1281  |
Favoriti : 50 |
Vorrei fare il bonghista in un’orchestra poter saltare giù dalla finestra, prendere a calci quella porta chiusa ed indossare quel vestito che non s’usa. Vorrei cantare insieme a Jovanotti fare i milioni al quiz di Gerry Scotti, lavorare tre o quattro giorni al mese ed avere tanti soldi per le spese. Mi piacerebbe piantare una ginestra non sudare mai più in quella palestra, poter avere sempre qualche scusa per non dare del tempo a chi ne abusa. Sarei rimasto con te per mille notti avrei mangiato a iosa i tuoi risotti, mi sforzerei ad esser più cortese se non dovessi mandarti a quel paese. Avrei voluto Gloria Guida per maestra non aver mangiato mai quella minestra, avrei viaggiato in barca alla rinfusa se non ci fosse stata lei nella cambusa. Mi piacerebbe giocare insieme a Totti suonare il piano meglio di Cincotti, sarei rimasto lì senza pretese se non m’avessi rivolto quelle offese. E comunque sia non mi lamento che chi gode a metà è già contento!
Robert Strange 12 Luglio 2010 |
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| La ballata dell’ottimista |
| Scritto da Robert Strange,
il 16/09/2010 alle 21.46
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Pagina vista : 1581  |
Favoriti : 78 |
| La ballata dell'ottimista |
Si lotta una vita per un giusto ideale, ci si spezza la schiena per un pezzo di pane, si lasciano aperte le porte del cuore perché qualcheduna le possa varcare. S’inseguono sogni che restano vani, si pagano mutui, balzelli e cambiali, si porgono preci all’Onnipotente ché vegli la sorte di qualche parente. Si vive aspettando la fine del mese, si fanno scommesse per arrotondare, ci si barrica in casa alle sette di sera per paura di farsi ammazzare. Strani maghi che truffano anziani, imbroglioni che vendono fumo, dolci intrugli per perdere peso puoi vederli più spesso in TV; ciarlatani che danno consigli, battibecchi da politicanti, aspiranti soubrette e veline fanno a gara per farsi notare. Ed il tanfo che senti per strada è “monnezza“ ammassata per mesi ma la cosa “mi puzza” davvero non può essere cosa reale! Sarà certo una nuova invenzione per il palinsesto invernale, ancora un nuovo reality-show da vedere alla televisione. Ed allora me ne resto sospeso a metà tra l’amaro e il sorpreso per cercar di salvare qualcosa del mio mondo che va alla deriva e mi chiedo se valga la pena di guardare ancora al domani con speranza, tenacia e passione o se è meglio lasciare la presa e tornare per sempre a sognare…
Robert Strange 05 Settembre 2010 |
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RICETTA DEI CUDDRURIADDRI
INGREDIENTI:
1 kg farina; 1/2 kg patate; 2 lieviti di birra; 1 cucchiaio di olio d'oliva; acqua e sale quanto basta;
(per 4 persone?)
PREPARAZIONE:
Lessare le patate, sbucciarle e, quindi, schiacciarle con l'apposito schiaccia patata. Impastarle con la farina e l'acqua, nella quale si sono preventivamente sciolti il sale ed il lievito; aggiungere anche l'olio. Lasciare lievitare per un'ora e mezza o due, a seconda della temperatura dell'ambiente. Formare, quindi, le classiche ciambelle con il buco (vedi foto in basso) e mettere a friggere in olio caldo. Quindi servire.... bollenti!!
Buon appetito!
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